La Protezione civile del Friuli Venezia Giulia è qualcosa di straordinario e irripetibile, uno dei capisaldi della nostra comunità regionale e del volontariato regionale, la cui autonomia va tutelata e preservata“.

Lo ha detto il vicepresidente della Regione Sergio Bolzonello partecipando oggi a Pordenone alla 19. Edizione della festa regionale del volontariato della Protezione civile. Di fronte ad un’ampia platea Bolzonello ha voluto ricordare il valore del lavoro svolto da quanti, quotidianamente, sono impegnati nel compito di tutelare l’incolumità dei cittadini ma soprattutto la loro capacità di essere esempio per la comunità. “Ad ognuno dei volontari – ha detto il vicepresidente – va il ringraziamento della Regione perché silenziosamente svolgono un ruolo fondamentale in quanto si prendono cura della comunità regionale. La protezione civile del Friuli Venezia Giulia è qualcosa di straordinario e irripetibile, formata da persone che incarnano i valori del vero volontariato. In qualunque momento in cui vengono chiamate, sono pronte ad intervenire non solo in caso di calamità naturali ma anche per dare il proprio contributo in ambito sociale nei confronti di chi è in difficoltà“. Quindi Bolzonello ha ricordato le necessità da garantire in futuro a favore dei volontari. “A loro dovrà essere data la possibilità di acquisire una formazione professionale sempre più specializzata per affrontare al meglio gli interventi ai quali sono chiamati a dare il proprio contributo. La Regione inoltre fornirà a tutti i 216 gruppi nuove tecnologie, poiché la Protezione civile deve essere dotata di mezzi sempre adeguati per dare le migliori risposte possibili“. Quindi rivolgendosi al capo dipartimento della protezione civile nazionale Angelo Borrelli, presente all’incontro, Bolzonello ha chiesto di preservare e tutelare l’autonomia della protezione civile regionale “anche per i fondi che la Regione investe per questo settore, chiedendo veramente molto poco allo Stato”. Dal canto suo Borrelli ha rassicurato tanto il vicepresidente Bolzonello quanto l’assessore Panontin sul futuro del corpo regionale. “Nell’ambito del disegno di riforma – ha detto – nessuno vuole toccare la Protezione civile del Friuli Venezia Giulia, che è all’avanguardia, così come nemmeno quella delle altre regioni. Il provvedimento vuole far fare un passo avanti a tutto il sistema, e il Friuli Venezia Giulia potrà continuare a dare il giusto contributo al comparto nazionale come ha fatto sino ad ora”.

Ad illustrare i numeri della Protezione civile regionale nel corso del 2017 è stato il direttore centrale Luciano Sulli. I volontari del Friuli Venezia Giulia sono 10.244, di cui 7.311 appartenenti ai gruppi comunali e 2.933 alle associazioni. Le esercitazioni sono state complessivamente 32 mentre 27 sono stati i corsi formativi che hanno visto coinvolti 3.437 volontari. Le chiamate alla centrale operativa sono state ad oggi 67 mila 500, 29 le allerte meteo diramate. Per quanto riguarda invece il numero unico dell’emergenza Nue 112, le chiamate giornaliere si sono attestate ad un valore medio di 1.700, con punte di 2.300 nei fine settimana mentre quelle complessive nella stagione estiva sono state 70 mila. In fase di avvio, il tempo di attesa per la risposta era di circa 8 secondi mentre ora è sceso a 2,9 secondi. Infine per quanto riguarda le opere di pronto intervento, ne sono state completate 48 per un valore di 12,9 milioni di euro, mentre ne sono state avviate altre 60 per 11,4 milioni di euro. Per il 2018 Sulli ha ricordato che la Regione è intenzionata ad organizzare un’esercitazione per posti di comando riguardante il rischio idraulico, che si potrebbe tenere lungo il Tagliamento a ridosso del confine con il Veneto.

Il sindaco di Sarnano Franco Ceregioli, presente all’evento con una delegazione della giunta comunale, ha voluto ringraziare la protezione civile e la Regione per la scuola realizzata in tempi molto brevi grazie anche al sostegno della popolazione del Friuli Venezia Giulia. “Ciò è stato possibile – ha detto Ceregioli – grazie alla professionalità, alla competenza e al cuore dimostrati dalla Protezione civile di questa vostra regione, che rappresenta sicuramente una eccellenza a livello nazionale”. Rivolgendosi poi ai volontari presenti, ha ricordato “di aver percepito che nella loro opera c’era la memoria di quanto era accaduto in Friuli nel ’76. Un trasporto emotivo per il quale si è creato un legame molto forte tra la nostra e la vostra popolazione, un vincolo che è andato oltre la costruzione della scuola stessa”