10. Attrarre e creare valore e lavoro con infrastrutture utili

Le imprese per operare hanno bisogno di bravi imprenditori, lavorati qualificati, credito di qualità, supporto istituzionale. E non di meno hanno bisogno di una rete logistica moderna.
Il Friuli Venezia Giulia, recuperando un profondo gap causato dall’immobilismo del passato, si è spostato da una centralità geografica ad una centralità strategica in virtù di un ambizioso programma di investimenti sulle infrastrutture, sui trasporti e sui servizi logistici che hanno seguito, tra l’altro, il riordino delle politiche industriali.

L’idea vincente della “Filiera Logistica”, la capacità di stabilire alleanze di traffico internazionali, in primo luogo nel settore marittimo e ferroviario, la programmazione degli investimenti nel settore ferroviario e stradale, con la conseguente realizzazione di alcune opere essenziali, rappresentano gli aspetti di maggiore visibilità e concretezza che ha permesso di rimettere in gioco poli e reti ormai in quasi abbandono.

Portiamo ora a sistema, completando la “filiera logistica”, anche gli interporti regionali che si candidano ad essere le infrastrutture di avanguardia in un territorio complesso, ricco di specializzazioni produttive, di consorzi strutturati e di aree industriali e artigiane da ri- collegare, in grado di ricostruire il “diffuso” e connettere efficacemente flussi merci terrestri e marittimi promuovendo, in definitiva, un’integrazione operativa in grado di creare valore ad ogni singolo ambito del Friuli Venezia Giulia.

Si è passati dalle gestioni separate e difficoltose registrate nel corso degli ultimi 10 anni dei porti di Trieste, Monfalcone e San Giorgio di Nogaro alla costituzione dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale. Si tratta di un’operazione decisiva costruita in rapporto con lo Stato e il territorio che permette un’unica governance del sistema e l’affermarsi di una comune visione nel contesto dell’economia globalizzata e della gestione del trasporto marittimo.

La strade degli investimenti infrastrutturali, già iniziata ed intrapresa, va però proseguita con forza.

È diventato realtà il Porto franco internazionale, prima e unica area franca europea dove non si pagano tasse e si possono avviare attività industriali, che assieme al Porto vecchio rappresenta un’opportunità per tutta la Regione, punto di arrivo della Via della Seta che viene dall’Oriente. Un’occasione che vale solo se farà crescere una regione intera.

Occorrono investimenti per opere strategiche e condivise

L’avvio della realizzazione della Terza Corsia Autostradale Venezia – Trieste, l’ampliamento del casello del Lisert, il Polo Intermodale dell’aeroporto e la stipula del nuovo piano di investimenti con Rfi, del valore di 2,6 mld€ hanno rappresentato importanti punti di sviluppo della rete infrastrutturale.
Dobbiamo ora andare verso la realizzazione del raddoppio della linea ferroviaria Udine – Cervignano e sulla ferrovia Venezia – Trieste completare gli interventi di velocizzazione della linea che consentiranno di ridurre a 60’ la percorrenza della tratta.
Andrà inoltre negoziata con RFI anche la velocizzazione della linea Venezia – Pordenone – Udine – Gorizia per consentire ad una parte rilevante della nostra regione di poter accedere in tempi più rapidi al nodo dell’alta velocità di Venezia – Mestre.
Con la riapertura della tratta Maniago-Gemona si completerà la linea ferroviaria Gemona – Sacile che tornerà a fornire servizi ai cittadini e concorrerà alla promozione dello sviluppo turistico alla pedemontana. D’altro canto anche l’elettrificazione della linea ferroviaria Casarsa- Portogruaro è un passaggio essenziale per lo sviluppo logistico e la mobilità dei cittadini.

Verranno rafforzate le attività in questo settore attraverso l’ulteriore coinvolgimento dei Comuni nella realizzazione di rotatorie, predisposizione di zone 30, di costruzione di piste ciclabili urbane. Misure indispensabili anche ai fini del miglioramento della sicurezza e diminuzione degli incidenti stradali.

Si rende necessario procedere con la conformazione più idonea e nel rispetto dell’ambiente al rafforzamento ed al completamento dell’asse viario Cimpello – Gemona per rispondere alle esigenze dell’area Pedemontana, del centro intermodale di Pordenone e allo sviluppo del traffico lungo questa direttrice che verrà indotto dall’apertura della Pedemontana veneta.

Un altro asse su cui ci si propone di investire è la s.s.13 “Pontebbana”. Dopo l’impostazione dell’Accordo di programma operativo per iniziare la costruzione della Tangenziale Sud da Basiliano a Udine e l’esecuzione di altre migliorie, questa importante arteria richiederà una gestione assai più ampia e strategica, in particolare nel pordenonese con la soluzione definitiva della costruzione del nuovo ponte alle porte di Pordenone sul fiume Meduna. Si tratta quindi di affrontare in modo sistematico alcune criticità strutturali, in particolare nell’ambito dell’intersezione con i luoghi e le aree produttive, per la gestione della mobilità e del traffico in termini di area vasta.

La gestione unitaria delle strade in capo ad FVG Strade, sia regionali sia ex provinciali, consentirà di procedere con maggiore cura nell’opera di manutenzione ordinaria e straordinaria della viabilità .

In ogni caso, vi sarà una continua relazione tra infrastrutture viarie e gestione della mobilità edel traffico sollecitando l’elaborazione di Piani Urbani della Mobilità che coinvolgano territori ampi e un rafforzamento integrato delle piste ciclabili locali così da favorire ulteriormente gli spostamenti in bici. In questo senso, la nuova legge sulla ciclabilità rappresenta un ulteriore strumento ai territori per ripensare la loro specifica mobilità alla ricerca di soluzioni più economiche, ecologiche e funzionali.

Le infrastrutture per loro natura generano impatti sul paesaggio, sull’ambiente e sull’assetto territoriale. Le opere e gli impianti di grandi dimensioni devono essere innanzitutto poste in relazione con i luoghi attraversati il ricorso obbligatorio alla procedura preventiva di dibattito pubblico con gli enti, i portatori di interesse e le comunità interessate dalle opere.

Potersi muovere liberamente in treno, in bus, in corriera e in biciletta

Tra le varie iniziative promosse nel campo dei servizi di trasporto pubblico locale si registra l’apertura della linea ferroviaria e del servizio sulla Maniago – Sacile, l’integrazione tra mobilità ferroviaria e mobilità ciclabile lungo la direttrice nord – sud tra Tarvisio – Udine – Mare Adriatico, e la costruzione contesto dell’aeroporto del centro intermodale passeggeri e la costruzione della fermata per i treni ad Alta Velocità .

I futuri spazi di iniziativa riguarderanno il superamento della marginalità che si riscontra sulla direttrice ferroviaria Udine – Venezia con l’adeguamento della rete e l’attivazione di un servizio di tipo metropolitano, con una frequente cadenza, tra Udine e Venezia-Mestre; la prosecuzione degli interventi infrastrutturali sulla linea ferroviaria Gemona del F.-Sacile e la messa in opera dei servizi tpl e turistico.

Per muoversi in libertà ed in modo sostenibile è utile porsi in relazione con il diffuso sistema delle imprese e confrontarsi con gli stessi imprenditori per comprendere le soluzioni migliori da adottare per favorire l’utilizzo della ferrovia al personale e altre forme di trasporto meno costoso ed impattante (car sharing e altre forme).

La gara per la fornitura decennale dei servizi tpl su gomma è stata assegnata e ora si procederà ad assegnare il servizio tpl ferro. In ogni caso, sarà dirimente l’impegno a mantenere un costante interlocuzione con i soggetti erogatori al fine di valutare la qualità dei servizi e la rispondenza con le esigenze degli utenti.

Verrà approntato il biglietto integrato in modo da semplificare l’utilizzo dei vari servizi e sostenere la mobilità attraverso i mezzi pubblici e sostenibili.

La realizzazione della mobility card sarà accompagnata con la riduzione dell’abbonamento per le famiglie numerose e gli studenti.

Vanno completate le parti frammentate e le cesure presenti lungo la ciclovia Alpe Adria- Radweg e Adria Bike realizzando una compiuta connessione tra queste due principali dorsali e il diffuso sistema locale di piste ciclabili in grado di incrociare efficacemente paesaggio, ruralità , luoghi e patrimoni. La creazione di hub cicloturistici potrebbe essere un modo per rilanciare alcuni punti strategici di territori marginali ma turisticamente attrattivi. Questo modello va imitato in tutti i contesti regionali e le Unioni Territoriali Intercomunali devono assumere la funzione di regia e governo della programmazione degli interventi alla scala locale in modo da operare secondo la “logica di risultato” e non disperdere risorse ed efficacia.

Anche così si favoriscono le condizioni di attrattività economica di un territorio.