11. L’Agricoltura, ruralità e paesaggio agrario nuova frontiera dello sviluppo sostenibile e della qualità della vita

Emergono stili di vita e nuove propensioni al lavoro che premiano il paesaggio agrario e l’agricoltura. È un tratto dell’ “autenticità” che caratterizza il Friuli Venezia Giulia. La stessa dimensione dei consumi a scala globale richiede prodotti genuini e di qualità che la variegata platea di operatori regionali è in grado di fornire. Richiede al tempo stesso competenze e capacità a fare rete in senso a verticale, verso lo Stato e l’Europa, e orizzontale, verso le filiere e i soggetti che direttamente e indirettamente si occupano di agricoltura, boschi e paesaggio.

Il governo del settore è stato lungimirante considerato che è intervenuto su una serie di assi, quali il Fondo di rotazione, le DOC Friuli, la diversificazione con qualità , la costituzione della filiera foreste e parchi e, da ultimo, la legge regionale n. 11, che hanno concorso a rafforzare la struttura del settore e a predisporlo all’evoluzione e al mercato, l’elaborazione del Psr.

Si assiste a un comparto che mostra segnali di crescita avviandosi al cambiamento ed a una più marcata competitività . Il 15° Rapporto Ismea-Qualivita classifica la Regione al sesto posto in Italia nel settore agroalimentare e al quarto nel comparto vitivinicolo.

Ha concorso la capacità di selezionare ed erogare le risorse, considerato che 5 anni sono stati impegnati 340 mln € (L. 80/1982) per interventi sulle ristrutturazioni aziendali, sulle imprese in difficoltà ed investimenti a supporto del settore, con l’aggiunta di 80 mln € di finanziamenti regionali. Lo stesso Psr è stato oggetto di interventi diretti della Regione pari a 50 mln € che ha permesso di sostenere oltre il 5% delle aziende agricole e la dotazione finanziaria del bando per il supporto alle filiere agricole è stato di 38 mln €, rispetto ai 30 mln € previsti, permettendo di assecondare 20 filiere agricole comprendenti 200 tra aziende agricole e agroindustriali.

Lo Sportello regionale dell’Agenzia per le erogazioni in agricoltura (Agea) ha saputo gestire, ad esempio nel caso dell’“indennità compensativa montana”, 1.024 domande sulle 1.458 presentate e numerose in attesa hanno già ricevuto un’anticipazione della liquidazione, così come nel caso del pagamento dell’anticipo della campagna 2017 dove è avvenuto per 974 domande (su 1.458).

Particolare attenzione verrà posta nell’organizzare la gestione dell’acqua e dell’energia, nel contenimento di consumo del suolo e nella gestione delle foreste. Le pratica del settore nelle montane e marginali verrà stimolata operando anche attraverso politiche di riordino fondiario e valorizzando i domini collettivi. Si promuoveranno interventi e progetti di sistemazione irrigua dei territori collinari per favorire ulteriormente il passaggio dalle coltivazioni intensive alle colture orticole, anche biologiche, da connettere alla promozione dei mercati a km “zero”.

Se l’agricoltura è posta diretta relazione con cultura, si punterà alla ricerca e innovazione; se l’agricoltura incrocia il paesaggio ed i patrimoni territoriali, si consoliderà il rapporto con il turismo.

Sono la multifunzionalità in agricoltura, la qualità e varietà dei prodotti locali e la cura del paesaggio, di cui gli agricoltori sono attori indispensabili, che favoriscono l’irrobustimento della funzione turistico e ricreativa.
In rapporto alla programmazione nazionale, verrà elaborato un Piano regionale che si proponga di valorizzare le opportunità economiche e ambientali ai fini dello sviluppo dell’economia circolare.

L’agricoltura avrà un futuro se i giovani se ne approprieranno. L’attenzione rivolta al settore e alcune dinamiche in atto sono di buon auspicio. L’impegno è sostenere e stimolare la partecipazione giovanile nella conduzione delle aziende e nello sviluppo del patrimonio agricolo mediante il rafforzamento delle misure ad hoc presenti nelle normative attuali e nei piani.

Il modello è decisivo per ottenere risultati positivi e raggiungere obiettivi ambiziosi. Per questa ragione è necessario fare sistema, sia riguardo gli operatori ed i soggetti in filiera, sia per quanti si occupano di procedure e governo del territorio. La ridotta dimensione, che non rappresenta un vincolo, e la frammentazione di misure e azioni, che sono un problema, saranno oggetto di intervento poiché è necessario consentire agli agricoltori di avere una redditività ed essere progressivamente meno condizionati dalle sovvenzioni pubbliche. Si procederà , infine, ad armonizzare gli strumenti di controllo e verifica delle attività contenuti in Dispositivi e Regolamenti, come quelli di Polizia Rurale.

La praticabilità ed il successo di qualsiasi intervento dipende dal grado di condivisione e consenso. Per questo ci si baserà sulla promozione di incontri, eventi, focus con la pluralità di operatori e portatori di interesse in modo da illustrare, accogliere, sintetizzare singoli proposte, progetti, investimenti; dove poter conciliare il “cosa fare” con il “come fare”.

La ripresa di una coscienza agricola nel corso degli ultimi anni ha accompagnato lo sviluppo della “ruralità”. Esprime un valore composito, culturale, ambientale, economico e sociale. Il Friuli Venezia Giulia è articolato in territori rurali di collina e di pianura, formati da costellazioni di paesi e borghi, organizzati intorno a una città piccole o nel contesto di una eccellenza geografica (come il fiume Stella), ricchi di risorse, valenze e potenzialità naturalistiche, paesaggistiche, storico-culturali, agricolo-produttive, alimentari, turistiche, e nel contempo caratterizzati da un senso di identità che nasce e si alimenta da comunità connotate da coesione e vitalità .

L’impegno è assicurare continuità alla conservazione e valorizzazione di questi territori privilegiando interventi calibrati e integrati.

Verranno incrociate le linee di indirizzo del Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020, che ha individuato misure sperimentali nella cooperazione, nello sviluppo locale, nel recupero delle architetture rurali e la promozione del turismo slow, con il Piano paesaggistico regionale, sia per fornire strumenti operativi ai Comuni all’interno di una impostazione regionale volta a riconoscere e difendere fragili “paesaggi viventi”, sia per stimolare le imprese a praticare interventi intersettoriali.