13. Paesaggio, ambiente, energia, acqua, suolo. Economia circolare

La protezione dell’ambiente rappresenta una delle grandi sfide per l’Europa e, a tale titolo, rientra tra gli obiettivi prioritari dell’Unione, che si è impegnata a lottare contro i problemi ambientali su scala planetaria e secondo una strategia complessiva.

Le istituzioni pubbliche hanno un ruolo essenziale da svolgere, proponendo politiche ambientali attive e coraggiose, che imprimano una svolta verde allo sviluppo per favorire una transizione verso la green economy. Devono orientare i comportamenti per ricomporre la contrapposizione tra sviluppo economico e tutela dell’ambiente. In ragione del fatto che la salute, i patrimoni ambientali, il paesaggio sono beni comuni per eccellenza e che i costi sostenuti per prevenire e difendere l’ambiente determinano vantaggi collettivi.

Se il clima sta cambiando non è solo una questione di larga scala: il fenomeno ha ricadute dirette su noi, sulla nostra agricoltura, sulle nostre montagne e paesaggio. È pertanto urgente definire una strategia di adattamento al cambiamento climatico e, coerentemente, scegliere con chiarezza le priorità di intervento, come previsto dagli agli Obiettivi Sostenibili delle Nazioni Unite del 2015 e quelli del COP 21.

Basti pensare che attorno al “paesaggio” si può realizzare una sintesi del valore aggiunto tra territorio e comunità e, quindi, è necessario lavorare sui processi di cucitura tra i Comuni. Sino ad oggi i Comuni hanno stratificato le politiche dei rispettivi territori attraverso la pianificazione comunale. La questione ambientale e quella istituzionale sono strettamente legate e la dimensione di area vasta richiede dei bacini strategici diversi rispetto a quelli rappresentati fin d’ora dai singoli Comuni e sollecita a far incontrare le singole azioni territoriali ed ambientali mettendo in campo delle azioni di sviluppo territoriale che partano proprio da processi di cucitura dei limiti amministrativi mediante politiche condivise, corridoi ambientali, integrazione tra politiche specifiche e ambiti di intervento.

Dobbiamo tutelare quanto di bello già abbiamo, anche ampliando le possibilità a nostra disposizione.

Ad oggi, la Regione ha operato riconoscendo il ruolo fondamentale di Arpa FVG, riconosciuto e rafforzato dalla Legge 28 giugno 2016 n. 132. Infatti, la competenza tecnico-scientifica, l’avanzamento tecnologico e il confronto con la comunità scientifica sono la prima garanzia di terzietà e autorevolezza che vanno riaffermate con forza, quale elemento costitutivo del sistema pubblico, nazionale e regionale, e valore fondamentale che consente di compiere scelte politiche e tecniche razionalmente fondate e per questo davvero responsabili.

Un altro passaggio fondamentale compiuto dalla Regione è stata l’approvazione di Documenti programmatici intesi come indispensabili strumenti di pianificazione regionale e di gestione del territorio e dell’ambiente.

Tra questi i Piani regionali:

  1. Paesaggistico,
  2. Energetico,
  3. Rifiuti speciali,
  4. Rifiuti urbani,
  5. Mobilità elettrica,
  6. Tutela delle acque,
  7. Amianto

La trasversalità delle politiche ambientali ed energetiche comporta non solo una corretta pianificazione ma impone una gestione efficace dei fattori e dell’economia circolare in modo da temperare ulteriormente conflitti e promuovere a tutti gli effetto uno sviluppo equilibrato e sostenibile. È attorno a questi temi che si rafforza una visione duratura e si devono orientare le decisioni.

Intendiamo promuovere 12 iniziative:

  1. sollecitare la transizione alla green economy attraverso l’applicazione di alcune misure, come gli aiuti alle aziende green, la stipula di Accordi internazionali e l’attivazione di progetti specifici U.E.,
  2. attuare le misure previste dal nuovo piano energetico regionale riguardo la diffusione delle energie rinnovabili, tra cui la cogenerazione e il teleriscaldamento,
  3. irrobustire le misure di prevenzione della produzione dei rifiuti e lotta allo spreco alimentare e farmaceutico, quale supporto allo sviluppo dell’economia circolare,
  4. attuare le azioni in materia di rigenerazione urbana e lotta contro il consumo del suolo,
  5. curare e valorizzare il territorio, a partire dall’approvazione del Piano delle bonifiche dei siti inquinati e dalla sua pratica attuazione, per raggiungere l’obiettivo dell’”amianto zero” negli edifici e nelle tubature dell’acqua, e contrasto al rischio idrogeologico e sismico,
  6. proseguire le attività di preventiva bonifica e conseguente rilancio delle attività industriali nel contesto dei 2 SIN di Torviscosa e Trieste,
  7.  avviare la rivoluzione verde della mobilità attraverso la rottamazione dei vecchi mezzi inquinanti e la loro sostituzione con ibridi, elettrico e bi-fuel, l’elettrificazione delle banchine nei porti, la ricerca per la costruzione di motori industriali sostenibili e la promozione del gas GNL per le navi e i tir,
  8. potenziare l’Osservatorio ambiente e salute ed ammodernare ulteriormente ARPA FVG,
  9. rafforzare le attività volte alla completa affermazione di “agricoltura bio”, degli orti non professionali e tutelare la qualità e quantità delle acque, migliorando gli attuali sistemi di depurazione e le reti fognarie,
  10. valorizzare il capitale naturale rendendo le aree protette fonte di ricchezza mediante l’intreccio con i turismi sostenibili e slow,
  11. rendere il mare effettivamente pulito e balneabile ovunque in Regione (progetto “ Blu growth”) e garantire la sicurezza e salute della costa,
  12. avvio di un esteso progetto di educazione ambientale nelle scuole, nella P.A. e nelle imprese.