14. La rigenerazione fattore di evoluzione di città, territori e imprese

Pianificare e sostenere la rigenerazione di aree e edifici. Rafforzare le agevolazioni in materia edilizia e di lotta al consumo del suolo. Rendere sicure le nostre scuole.

La questione delle trasformazioni urbane e territoriali è stata affrontata con un approccio diverso dal passato caratterizzato da indirizzi puntuali:

  1. il consumo zero di suolo,
  2. lo stop ai centri commerciali,
  3. il riuso di edifici privati, pubblici e industriali,
  4. la programmazione di area vasta.

Questa scelta ha concorso a generare benefici collettivi e a ridurre costi poiché si contrasta l’impermeabilizzazione dei suoli, si previene il dissesto idrogeologico, si giunge alla riduzione del consumo di suolo (urbano, agricolo) e si conserva la percezione ed il profilo paesaggistico.

La combinazione delle varie misure ha rappresentato una leva efficace per acquisire risorse, magari destinate ad opere ormai superate, e impiegarle secondo tale logica. Così è stato per il programma volto alla rigenerazione dei capannoni del distretto della sedia, che ha permesso un primo intervento pilota su più circa un centinaio di fabbricati.

L’innovativo canale contributivo per il riuso delle abitazioni “abbandonate o sottoutilizzate” nei centri urbani ha portato al recupero di un migliaio di unità abitative grazie ai primi 31 milioni di euro erogati, questa strada va consolidata. Affiancato a ciò c’è anche il nuovo contributo prima casa che è stato orientato all’acquisto con recupero, all’acquisto di casa in via di recupero o al recupero di una casa già di proprietà , che rappresenta una vera svolta per lo sviluppo del settore edilizio combinato ai principi del contenimento del consumo di suolo e della rigenerazione del nostro territorio.

Il cambio di paradigma determinerà effetti di lungo periodo sotto i profili dell’economia, dell’occupazione, delle competenze e dell’ambiente. Ciò in sintonia con l’attenzione posta dall’Europa tesa a salvaguardare paesaggi, pianure, fiumi, città storiche e a promuovere la “condensazione urbana”. E soprattutto tenendo conto di cosa rappresenta il Friuli Venezia Giulia in termini di qualità e di fragilità , di bellezza e vulnerabilità .

Si insisterà nel sostenere il risanamento di aree ed edifici industriali, commerciali, ex demaniali e residenziali avendo cura, tra l’altro, di garantire certezze su:

  1. bonifiche da eseguire;
  2. processo autorizzativo relativo alle demolizioni e/o ristrutturazioni;
  3. gestione dei materiali pericolosi (prevedibili o imprevedibili);
  4. opportunità di investimenti integrative per favorire l’attrattività ed i servizi sulle aree da riqualificare.

Accanto a risorse proprie della Regione finalizzate a compartecipare alla rigenerazione di aree da riqualificare o edifici da bonificare, si reperiranno fondi UE dedicati allo sviluppo sostenibile a attraverso la presentazione di progetti alla Banca europea degli investimenti. Per contro, verrà attivata una politica disincentivante in modo da ri-orientare l’intervento degli operatori privati verso il riuso e il recupero dei “vuoti” penalizzando i programmi che coinvolgono le aree verdi ed agricole.

Verranno rimodulate, pertanto, le norme che agevolano gli interventi edilizi e di uso dei suoli e verificati i meccanismi di orientamento del mercato. In questo senso, si rafforzeranno gli indirizzi di pianificazione urbanistica e governo del territorio, alla scala comunale e di area vasta.

L’edilizia vedrà inoltre un forte orientamento e sostegno nel settore fondamentale delle strutture scolastiche, oggetto di un vero e proprio piano straordinario di messa in sicurezza che implementerà i 250 milioni fino ad ora investiti per mettere in sicurezza, rendere efficienti energeticamente e più funzionali i nostri edifici scolastici.

La riforma delle politiche dell’abitazione e il riordino delle Ater, avviate nel 2016, ha visto approvati tutti i suoi regolamenti attuativi e l’entrata in vigore dei criteri di determinazione dei canoni di locazione rapportato all’indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) e non ai redditi IRPEF), rappresentando tasselli essenziali per lo sviluppo del settore in un contesto economico che ha reso più fragili le famiglie.

Sostegno alle locazioni private, sostegno a chi mette in affitto la seconda casa, social housing e edilizia convenzionata sono solo alcuni degli strumenti affinati, rivisti o creati ex novo che andranno concretamente finanziati e sviluppati sul territorio della nostra Regione con un implementazione del lavoro fatto dai Tavoli Territoriali per la Risposta Casa.

Le Ater devono svolgere un ruolo propulsivo nel complesso ciclo dell’edilizia, sfruttando anche l’esistenza di un ingente patrimonio residenziale invenduto, l’attenzione al recupero del patrimonio edilizio e la collaborazione e sinergia con i comuni. Tale ruolo può essere ulteriormente enfatizzato anzitutto in collaborazione con il sistema delle imprese. Si valuteranno, in questo caso, le possibilità di formulare Bandi attraverso cui richiedere agli operatori del settore di mettere a disposizione delle Aziende immobili completi da locare, prima di procedere con la costruzione di nuove residenze. Si valuterà anche la possibilità per le Aziende di acquistare, attraverso il ricorso alle aste pubbliche, i immobili completati o da completare riducendo le quote di beni sul mercato che stanno influenzando il settore.