Consiglio Fvg: il metodo poltrone inizia a scricchiolare

«La norma che introduce il portavoce del presidente del Consiglio è stata votata in maniera obbligata e oggi i nodi vengono al pettine. Quando non si ha un progetto, ma si procede solo per accontentare amici e dare poltrone poi esplodono situazioni di evidente difficoltà». Queste le mie parole commentando l’ennesimo slittamento della nomina del portavoce del presidente del Consiglio, in programma oggi in ufficio di presidenza.

«Da tempo denunciamo la spartizione di poltrone come metodo consolidato nella maggioranza di centrodestra e su questo tema abbiamo anche presentato una mozione che chiedeva al centrodestra di cambiare rotta, prontamente bocciata. Oggi prendiamo atto delle differenze di vedute all’interno delle forze di maggioranza, dove, evidentemente qualcuno non ha voluto avallare questo metodo che accontenta gli amici».

Fin’ora, «abbiamo assistito alla creazione e moltiplicazione di poltrone, a partire dalla reintroduzione di cda che non esistevano più da tempo, per arrivare all’invenzione di nuovi incarichi come quello del portavoce del presidente del Consiglio, cosa di cui nessuno sentiva il bisogno e che stride con il ruolo di organo super partes che deve avere chi guida e rappresenta l’intera assemblea legislativa».

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