Economia: Mediocredito in difficoltà nell’erogare credito alle imprese

«Gli strumenti finanziari creati ad hoc dalla Regione per le imprese, volti a fronteggiare la crisi covid, non riescono a esprimere le loro reali potenzialità. Troppe sono le segnalazioni che arrivano dal tessuto produttivo su inefficienze conclamate nei tempi di accesso al credito. Mediocredito non ha dato prova di saper gestire e garantire un servizio fondamentale per sostenere, come si dovrebbe, il tessuto imprenditoriale e su questo è necessario, anche da parte della Giunta, ragionare sui servizi che l’istituto bancario è in grado di erogare, altrimenti si renderà vano lo sforzo fatto dalla Regione per dare sostegno alle imprese». Queste le mie dichiarazioni a margine dell’audizione in 2ª commissione, dei vertici di Mediocredito del Fvg spa (chiesta dallo stesso esponente dem) e degli assessori alle Attività produttive, Sergio Emidio Bini e alle Finanze, Barbara Zilli. L’audizione segue la mozione che il gruppo Pd a novembre 2020 aveva presentato per impegnare la Giunta regionale ad avviare un’immediata interlocuzione con Mediocredito per velocizzare le procedure di erogazione dei finanziamenti anticrisi e quindi la concessione del credito alle imprese che ne hanno già da tempo fatto domanda e che ne hanno diritto.

«Le domande di contributi giunte nel 2020 a Mediocredito, circa 600, sono considerevoli solo in rapporto alle dimensioni del nostro contesto regionale e certificano che le azioni messe in campo dall’amministrazione regionale rispondevano a reali necessità. Ma non costituiscono nulla di straordinario per un istituto di credito che dovrebbe, anzi, essere in grado di affrontarle già in tempi normali» ho sostenuto durante l’audizione.

«In questo momento le imprese e tutto il sistema, hanno bisogno di sentirsi protetti, ma invece ci troviamo di fronte a una preoccupante gestione da parte di Mediocredito, che ne mina sempre di più la sua credibilità. Anche se venduta la quota maggioritaria della spa a Iccrea, la Regione Fvg in forza del 47 per cento di quote ha il dovere di tutelare il proprio patrimonio, anche per dare servizi e risposte all’utente finale, le imprese».

 

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