Economia: troppa incertezza e confusione, serve regia per strategie e obiettivi per futuro Fvg, Consiglio sia centrale

«Per rispondere alla crisi economica odierna, la Regione Fvg, in particolare nell’ultimo anno, ha ricevuto una mole di risorse, ultime quelle straordinarie del Pnrr, che potranno garantire gli investimenti necessari a traguardare il futuro dell’intero sistema. A questo si aggiungono i ragionamenti su Zls (Zone logistiche semplificate) e quelli scaturiti dal Tavolo per la terza ripartenza. A oggi sfugge però quale sia il filo comune che lega i singoli investimenti sui territori e per questo è necessaria una sintesi che faccia ordine attraverso un coinvolgimento di tutti i soggetti politici, a partire dal ruolo centrale che necessariamente deve avere il Consiglio regionale». Queste le mie dichiarazioni a margine dell’interrogazione, discussa oggi in Aula, attraverso la quale chiedeva alla Giunta regionale il coinvolgimento del Consiglio regionale nel processo di definizione del Pnrr Fvg.

«Gli interventi di tipo economico che hanno caratterizzato questo ultimo anno sono stati notevoli: si va dal piano triennale da 300milioni per la realizzazione di opere pubbliche dello scorso bilancio alle risorse in coda della programmazione comunitaria 2014-21, ricollocate per decine di milioni, e quelle della nuova programmazione 2021-27 che debbono essere ancora allocate». E ancora  «si conti anche il negoziato in corso per l’inserimento nella nuova Carta italiana degli aiuti a finalità regionale per il periodo 2022-2027 (Afr) che entrerà in vigore il primo gennaio 2022. E poi, l’intervento più poderoso, l’assegnazione di 1,3 miliardi di euro del Pnrr al Fvg, di cui oltre 900 milioni destinati direttamente ai Comuni e 363,6 milioni alla Regione per progetti su macro tematiche».

Accanto a questi flussi di investimenti, ho continuato, «c’è poi da definire l’istituzione della Zona logistica semplificata (Zls) in Friuli Venezia Giulia e infine il Tavolo della terza ripartenza sotto la guida del presidente del Consiglio regionale, Zanin, così definito per evidenziare la necessità di far ripartire il sistema economico-produttivo e sociale regionale, per la terza volta, dopo la fine della II guerra mondiale e dopo il terremoto del 1976».

Di fronte a questi grandi sfide e scelte per la nostra Regione«appare la situazione di un quadro complessivo assolutamente non chiaro, dove non si riesce a capire dove siamo in questo percorso. Nonostante gli impegni e le molte promesse abbiamo ricevuto solo alcune frammentarie informazioni. Quello che al momento è certo è che il Consiglio regionale non riveste il ruolo da protagonista che gli compete, per queste grandi sfide».

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