L.elettorale: esito annunciato, tempo perso per propaganda Lega

«Come facilmente immaginabile, a seguire Calderoli, soprattutto se parla di leggi elettorali, si rischia solo di fare brutte figure. Il Fvg, come altre sette Regioni, ha comunque dovuto perdere tempo a seguire la propaganda nazionale della Lega che si è schiantata contro un’inammissibilità annunciata».Queste le mie dichiarazioni commentando la sentenza della Corte costituzionale che ha dichiarato inammissibile il referendum elettorale, proposto dalla Lega e presentato da otto Consigli regionali (Veneto, Piemonte, Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Sardegna, Abruzzo, Basilicata, Liguria), per l’abolizione del metodo proporzionale nell’attribuzione dei seggi in collegi plurinominali nel sistema elettorale della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica.

«A settembre dello scorso anno il Consiglio regionale ha dovuto dedicare una giornata di lavori per piegarsi al diktat lanciato dal prato Pontida, svendendo di fatto l’autonomia e come le altre Regioni è stato utilizzato come strumento di lotta politica. Oggi, per lo meno, è stato chiarito un punto: della Lega non ci si può fidare».

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