L’articolo che ho scritto per il Messaggero Veneto

Prendo spunto dal forum del Messaggero Veneto sulla scuola. Uno dei cardini del programma elettorale della coalizione che mi ha sostenuto è stato il futuro della scuola in Friuli Venezia Giulia e, nello specifico, la volontà di regionalizzare il sistema scolastico, non per velleità indipendentiste, ma per renderlo strumento integrato alle nostre necessità sociali ed economiche.

Anche nel ruolo di capogruppo del Pd questa rimane, per me, una priorità e le dichiarazioni dell’assessore regionale all’Istruzione, Alessia Rosolen, su una nuova legge per la  scuola non fanno che confermare la validità della nostra proposta.

Al contempo, però, evidenziano una condizione necessaria, quella di un percorso di lavoro condiviso, in grado di raccogliere attorno ad una tavolo tutte le migliori competenze.

La delicatezza e l’importanza del tema travalica infatti posizioni meramente ideologiche e si colloca invece su un piano di lavoro più nobile, indirizzato al bene comune della nostra regione.

Si tratta infatti di una riforma che assumerebbe, ne sono convinto, dimensione storica, perché diventerebbe una pagina fondamentale del futuro del Friuli Venezia Giulia. Una pagina costituente della nostra storia e cultura, nonché un atto di responsabilità verso le future generazioni.

Il compiacimento sulle dichiarazioni dell’assessore però si conclude qui visto che su molti aspetti che dovrebbero comporre questo intervento legislativo le perplessità sorgono immediate.

L’assessore Rosolen delinea un modello nel quale la scuola diventa competenza esclusiva della Regione, in coabitazione però con i colleghi della Lombardia e del Veneto. Una scelta motivata, si legge, da carenze di risorse.

Uno scenario questo che si discosta completamente dalla nostra visione, perché al modello lombardoveneto o della macroregione contrapponiamo un sistema nel quale le scuole autonome vengano valorizzate e aiutate a esercitare il proprio ruolo da un’attività registica e di coordinamento da parte di questa Regione.

Un’attività costruita su un’attenzione alle risorse per la formazione, per l’innovazione digitale e infrastrutturale,  per la gestione in rete dei servizi, per l’alternanza scuola lavoro (sulla quale l’assessore presenta come possibili interventi azioni che in realtà fanno già parte consolidata dell’attività scolastica), per l’accesso al diritto allo studio, per il contrasto alla dispersione. 

Nella nostra visione il motore della scuola sono le scuole, i loro dirigenti, i docenti, il personale, le  famiglie e gli studenti, non un disegno verticistico in salsa  lombardo-veneta, dove noi giocheremo sempre una posizione minoritaria.

Rimangono inoltre marginali, nelle parole dell’assessore Rosolen, i grandi nodi emergenziali della scuola del nostro territorio come ad esempio gli interventi per le segreterie per le scuole in reggenza, per i quali la passata giunta regionale aveva già provveduto a forme di sostegno, almeno sul piano economico.

Così come molto lontano dalla realtà delle cose, quasi propagandistico, appare anche l’intento di affrontare il tema della presenza di numerosi studenti di origine straniera con presunte redistribuzioni di studenti tra scuole e comuni.

La scuola è una grande sfida che dobbiamo giocare con coraggio, mantenendo in essere le caratteristiche delle nostri genti, ma guardando a un panorama molto più ampio. Come sempre ho dichiarato, se ci sarà apertura e discussione vera, noi saremo pronti a sostenere il progetto e apportare le nostre migliori competenze affinché si compia questo storico passo.

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