Montagna: dal 2015 saldo occupazione cresce

 «In attesa che Salvini detti al suo sottoposto Fedriga la linea programmatica per la montagna, le prime proposte che ho sentito sono i consueti interventi a spot che riporterebbero indietro le lancette alla drammatica situazione del 2013, quando i cittadini del Friuli Venezia Giulia decisero di interrompere il percorso del centrodestra in regione»

Sergio Bolzonello, candidato presidente del centrosinistra, oggi ha incontrato gli elettori della Carnia e ha visitato alcune attività produttive e alcune cooperative. «Sento parlare di costruzione di una funivia o di piste da fondo in piazza Unità a Trieste, la realtà è che qualcuno ambisce a tornare a cinque anni fa, quando la montagna era in ginocchio, per pure ambizioni personali».

«In questi cinque anni – rileva Bolzonello – abbiamo bloccato l’emorragia occupazionale che il centrodestra aveva lasciato correre e abbiamo rivoluzionato la concezione di turismo, che era da sempre ancorata alla neve, riuscendo a rendere appetibili le strutture 365 giorni all’anno grazie a percorso speciali. I dati del turismo della Carnia ci dicono che nel 2013 avevamo poco meno di 91mila arrivi e poco più di 374mila presenze, nel 2017 gli arrivi sono stati più di 108mila e le presenze oltre 401mila».

«Se non si continua ad intervenire sull’occupazione – rimarca Bolzonello – è impensabile poter tenere la gente nelle comunità. Nell’hub Alto Friuli, quindi anche Carnia, Val Canale e Canal del ferro, il 2013 vedeva un saldo di -568 tra assunzioni e cessazioni, un trend negativo che proseguiva dal dopo 2008 e che si è invertito dal 2015. Nel 2017 il saldo è di +656 persone, significa che stiamo diminuendo il numero di disoccupati grazie alla ripresa della produzione».

«Alcune delle proposte per i prossimi 5 anni – evidenzia Bolzonello – passano per una scuola autonoma che sia radicata sul territorio con percorsi formativi creati ad hoc. Serve poi portare a termine l’arrivo della banda larga, abbiamo in questi cinque anni costruito la rete e ora ci manca l’ultimo miglio. A questo si aggiungono gli investimenti sulle infrastrutture che continueranno ad essere protagonisti e continuerà la valorizzazione della filiera del legno che solamente 5 anni fa qualcuno dava per defunta» conclude.

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