Paritetica: avviato percorso con nostro rilevante contributo

«Il documento che fissa le linee del Consiglio alla Commissione Paritetica ha recepito le nostre qualificate proposte presenti nella nostra mozione che ha posto l’accento sui prevalenti indirizzi riguardanti le modalità di negoziato con lo Stato, il necessario rafforzamento dello Statuto, l’ottenimento di un’autonomia più tutelata, e un ruolo internazionale che garantisca un rapporto diretto con l’Europa, con i Paesi esteri per garantire la crescita economica».

Queste le mie dichiarazioni congiunte con il collega Franco Iacop, a margine del voto della mozione contenente le linee di indirizzo politico ai componenti regionali della Commissione paritetica.

Ho espresso «compiacimento per il lavoro comune». «Questo è solo l’inizio di un lungo lavoro con il quale ci giochiamo il ruolo della nostra Autonomia. Per questo è fondamentale una forte coesione istituzionale e il voto unanime del Consiglio dà una prima risposta in questo senso. È previsto uno stretto rapporto tra Consiglio e Paritetica: con cadenza semestrale ci sarà una verifica con i componenti di elezione regionale della Commissione e il Consiglio, a partire dai capigruppo e i membri della quinta commissione. In questo modo, a queste prime linee guida, si potrà dare il conseguente aggiornamento sulle necessità della Regione e quindi un approfondimento e una verifica dei rapporti con lo Stato».

Iacop ha inoltre sottolineato i contributi portati dal Pd attraverso un proprio documento: «Abbiamo ritenuto importante che il Consiglio regionale individuasse le priorità da affrontare, al netto dell’attività ordinaria. Quindi, innanzitutto, rafforzare la Specialità in un momento in cui lo Stato tratta l’autonomia con altre Regioni. Attraverso la Paritetica dobbiamo rafforzare il nostro Statuto per avere la certezza di una piena e duratura Autonomia che vada oltre un patto finanziario limitato nel tempo. Poi i rapporti internazionali e con l’Unione Europea, con particolare riguardo a strumenti di cooperazione e commercio estero per la valorizzazione della nostra posizione di confine in relazione agli altri stati e regioni confinanti. E ancora, la possibilità di sviluppo di accordi di commercio estero, sviluppo di aree transfrontaliere omogenee e possibili interventi anti-dumping».

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