Pordenone: Basso complice della spoliazione voluta da Fedriga

«Dopo la litania sul depauperamento di Pordenone fatta da consigliere comunale, nemmeno vestendo i panni di consigliere regionale, Alessandro Basso riesce a fare qualcosa per il territorio. Anzi, da bravo vassallo di Fedriga sta contribuendo al duopolio Udine-Trieste, condannando Pordenone a essere cenerentola dell’udinese». Queste le miedichiarazioni replicando alla dichiarazioni del consigliere regionale di Fdi, Alessandro Basso in merito alla riforma delle Ater, in approvazione nella prossima seduta di lunedì 29 luglio.

«Dopo tanto parlare a suon di slogan ci si sarebbe aspettati che Basso passasse dalle parole ai fatti per rilanciare magicamente il territorio pordenonese, una volta diventato consigliere regionale e presidente della 1ª commissione regionale Bilancio. Invece prendiamo atto che preferisce stare dalla parte delle parole e rimanere servizievole al progetto Fedriga di puntare sul duopolio Trieste – Udine. La riforma delle Ater che ora propone il centrodestra è la palese dimostrazione di questo progetto. Basso doveva essere il garante di Pordenone e invece, giorno dopo giorno, si dimostra essere consapevole complice della spogliazione del territorio del Friuli occidentale».

«Con orgoglio, anche perché son fatti inconfutabili, nei cinque anni come vicepresidente del Fvg ho portato nel territorio pordenonese risultati importanti come il riequilibrio delle risorse procapite in ambito sanitario, gli interventi nell’interporto, nella costruzione della Lean factory di San Vito al Tagliamento, nel rilancio Electrolux. E ancora nella distribuzione delle risorse nell’ambito del turismo, dello sport, della cultura, nel potenziamento di Piancavallo, nel Cro di Aviano, nella viabilità montana. Francamente vedo risultati concreti. Mi auguro, facendogli presente però che sono già passati 15 mesi di legislatura e siamo quindi già a un quarto del mandato, che Alessandro Basso possa superarmi in questi risultati. Nel frattempo gli consiglio di pensare al commissariamento del Cro e dell’Aas5 o alla progettazione delle nuove Provincie di cui non si sa più nulla e che, a pensar male, potrebbe anche prevedere l’accorpamento di Pordenone nella grande provincia di Udine».

 

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