Programma elettorale del candidato presidente Sergio Bolzonello

Una Regione autonoma, una società aperta e curiosa, una capacità di crescita individuale e collettiva.

Il Friuli Venezia Giulia, guardandosi indietro, vede un paesaggio millenario fatto di popoli, culture, domini, corti, arti, mercanti, fatica, ricostruzione. Una storia antica e recente che deve essere trasmessa di generazione in generazione.

Le nuove generazioni, però, vengono sempre più a mancare, e a volte vanno altrove: deve essere un impegno di tutti creare le giuste condizioni perché qui si continui una storia. Non basta tornare a nascere, bisogna tornare a vivere la regione. Diventa prioritario perciò allargare gli spazi per il lavoro in generale e per quello di qualità in particolare.

Lo dobbiamo a noi, all’impegno profuso in questi anni di difficoltà, alla fatica di ripartire; lo dobbiamo a quelli prima di noi che hanno vissuto i drammi del ‘900 e di un Friuli lacerato dalla violenza della terra. E lo dobbiamo a loro, i nostri figli, perché continuino ad avere le giuste opportunità per vivere in questo piccolo incanto di mondo.

Una terra che ha sempre saputo farsi comunità di fronte alle sfide. Una comunità che sostiene chi è in difficoltà. Una comunità generosa che ha donato tanto. Una comunità viva che ha saputo costruirsi società innovativa e territorio d’eccellenza. Una comunità che vuole sempre darsi da fare, che cerca nuove strade per fare e per stare insieme.

Noi, davanti alle nuove sfide dell’integrazione, dell’assistenza, del sostegno, del welfare. Noi, che importiamo e creiamo le buone pratiche. Noi che sviluppiamo in silenzio modelli diversi e innovativi per il buon vivere. Noi, esempio di benessere sociale e civile in Italia e in Europa. Noi comunità sana, solidale e capace.

Una regione che ponga di nuovo al centro la scuola, il rispetto per l’educazione, per l’insegnamento, per il sapere.

Siamo usciti dalla guerra contadini affamati e in cinquant’anni siamo arrivati ad essere ai vertici dell’economia nazionale, con uno dei migliori sistemi scolastici europei. Abbiamo investito e continuiamo a investire tanto nel sapere, consci che la volontà di fare, accompagnata alle tecnologie più avanzate, sia la chiave del nostro orgoglio imprenditoriale. La scuola, che unisce le diversità, che educa i nostri figli al mondo di domani, che prepara noi adulti ad affrontare le sfide di ogni giorno, che aiuta gli anziani a restare attivi e in comunità. Una maestra vicina e amica, per una vita piena e ricca.

E a scuola ci insegnano che la carta geografica ci pone lì, al centro dell’Europa, ponte fra l’Italia e il nord Europa e porto che collega il mondo. Stiamo organizzando un’altra centralità, in luogo di quella geografica: quella “strategica”. Eravamo una terra di passaggio, siamo un centro di produzione, diventeremo nodo nevralgico della logistica. Compatti e uniti guardiamo il mondo da vicino, dalla Cina, alla Turchia, verso la Germania. Dalle nostre imprese agli Stati Uniti o al Brasile.

Una Regione ricca perché aperta. Una regione ricca perché costituita di lingue e culture che dialogano fra di loro. Una Regione all’avanguardia le cui produzioni sono richieste dal mondo intero. Un sistema produttivo, logistico, tecnologico che affronta a viso aperto il mondo non solo con coraggio, ma anche con la certezza della preparazione, della capacità e dell’intraprendenza.

Coraggio e intraprendenza richiedono oggi visione e nuova capacità di investimento straordinario a favore di chi ha più pagato la crisi da cui siamo usciti. La messa in sicurezza della finanza regionale ci permette oggi di pianificare, senza paura, rilevanti interventi pluriennali con risorse ulteriori rispetto alle capacità ordinarie della nostra Regione.

Anche attraverso questa impostazione intendiamo affermare l’idea di essere popolo e non populisti: un popolo che percepisce e rielabora, consentendo così, non a titolo individuale, ma come intera comunità, di divenire protagonista delle grandi scelte.

È la vera sfida rispetto ai populismi, che vogliamo si affermi con una forma di democrazia rappresentativa che non sia più basata su un sistema di delega generale ma, attraverso la messa a disposizione di trasparenti meccanismi di codecisione, affronti problemi e scelte complesse.

Coinvolgere i cittadini e le cittadine nelle scelte, siano essi progetti o sogni o ipotesi di futuro.

Al cuore delle cose. Insieme.