Recovery plan: serve chiarezza e risorse aggiuntive

«Con le rassicurazioni del ministro Patuanelli, 388 milioni di euro del Recovery Plan saranno indirizzate al Porto di Trieste, strategico nella nuova progettualità nazionale. Ottimo. Un risultato storico cui va dato merito alle tante persone che, in questi anni, hanno lavorato per rilanciare questa struttura portuale. Sarebbe però un clamoroso errore focalizzarsi solo sullo sviluppo di Trieste e non coinvolgere le altre infrastrutture strategiche regionali». Queste le mie dichiarazioni commentando le parole del ministro dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli, relative alle risorse del Recovery plan destinate a Trieste.

«Lungi dall’essere una questione di campanili, questa nuova progettualità deve necessariamente collegarsi al resto della nostra regione e alle aree strategiche per lo sviluppo come il polo intermodale di Pordenone, quello di Cervignano e i Consorzi industriali regionali» come ho affermato. «Come ho sempre affermato, un porto per funzionare e incidere su un territorio molto più vasto, come quello del Fvg, deve avere un grande sistema logistico a supporto. Pertanto servono risorse aggiuntive per potenziare le altre infrastrutture strategiche della regione. Un vero rilancio del Fvg non può lasciare spazio a differenti velocità di sviluppo, bensì a un progetto coerente e coeso dove nessuno viene lasciato indietro. Non farlo significherebbe creare squilibri e negare le motivazioni più profonde che giustificano la nostra Autonomia regionale».

Per concludere «questo futuro così difficile e competitivo richiede, ora più che mai, una coralità di ragionamento dove ogni comunità viene inserita in un ragionamento complessivo di sviluppo, soprattutto se ricordiamo che i fondi del Recovery Plan sono conseguenza della drammatica crisi Covid-19 che ha colpito tutta la nostra Regione».

Teniamoci in contatto

Lasciami i tuoi contatti per ricevere aggiornamenti sulle attività della campagna, sulle idee e le proposte delle prossime settimane.