Turismo: aumento skipass bastona famiglie e imprese

«Con l’aumento delle tariffe degli skipass, in un solo colpo la Giunta bastona due categorie, quella delle famiglie e quella degli imprenditori del comparto ricettivo e turistico della montagna. Un brutto segnale che rischia di danneggiare i nostri poli sciistici e l’attrattività che eravamo riusciti a conquistare». Queste le mie parole commentando l’annunciato aumento delle tariffe degli impianti di risalita gestiti da Promoturismo Fvg.

«In momento in cui si dovrebbe continuare a rilanciare il turismo, questa è un’operazione che appare quantomeno inappropriata. Nei tre anni precedenti si erano congelati gli aumenti proprio per dare un sostegno al comparto alberghiero legato alla montagna e aumentare la sua attrattività, soprattutto con tariffe speciali per famiglie».

«L’aumento tariffario degli skipass è soprattutto penalizzante per i nuclei famigliari a partire dall’eliminazione della gratuità per i bambini. Infatti, lo scorso anno, fino ai dieci anni si sciava sempre gratis sia con l’abbonamento, sia con i biglietti giornalieri. Questo aveva fatto registrare un vero e proprio boom di bambini che sciavano, con l’ovvia conseguenza di aver riportato le famiglie sulle piste del Fvg. In questo modo abbiamo fatto si che le località diventassero concorrenziali rispetto ad altre offerte extraregionali. Ora invece, oltre all’aumento che riguarda gli adulti, si somma dunque anche il costo per i bambini che grava sensibilmente sui nuclei famigliari».

Inoltre, continua il capogruppo dem, «un altro riflesso negativo è quello che riguarda i tour operator: le tariffe giornaliere, riferite a un periodo di pernottamento breve, vengono drasticamente aumentate, livellandole al prezzo giornaliero degli adulti. Si passa infatti dai 26 euro del giornaliero in alta stagione (prezzo applicato nella scorsa stagione ai tour operator) alla tariffa di 37 euro, identica ai prezzi giornalieri individuali. Quindi la conseguenza è che il prezzo dei weekend sulla neve da offrire ai propri clienti, per i tour operator, è aumentato di circa il 35 per cento».

Infine «la mancanza di una regia complessiva per l’applicazione o meno della tassa di soggiorno. Ci aspettiamo un coordinamento da parte della Regione per far sì che albergatori e operatori si trovi ad operare nelle stesse condizioni».

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