Turismo montano: manca regolamento, villaggi sopraelevati a rischio

«Accanto alle gravi difficoltà che il comparto turistico sta vivendo da ormai un anno a causa della pandemia, l’offerta turistica montana rischia ora anche un ulteriore depotenziamento a causa della mancanza di un regolamento sulle cosiddette attività ricettive all’aria aperta. Nonostante esista una specifica legge in materia, la sua mancata attuazione ora penalizza i villaggi sopraelevati presenti in diverse località montane, ma che per questioni burocratiche rischiano di non aprire». Loaffermo assieme ai consiglieri regionali Enzo Marsilio e Chiara Da Giau; assieme abbiamo presentato un’interrogazione alla giunta regionale per chiarire lo stato dell’iter del regolamento d’attuazione per la regolamentazione dell’attività ricettive all’aria aperta relative ai villaggi sopraelevati.

«A fine della scorsa legislatura, con un’apposita norma feci classificare come strutture ricettive all’aria aperta, i villaggi sopraelevati» ho ricordato. «Alla norma sarebbe dovuto seguire un regolamento attuativo, ma a oggi nonostante siano trascorsi ben oltre quattro anni, la questione è rimasta bloccata. Questo determina una grave situazione di criticità per le tre strutture regionali interessate, nei Comuni di Claut, Comeglians e Tarvisio, e un danno per il comparto turistico regionale vista l’impossibilità di registrare eventuali pernottamenti in tali strutture».

Inoltre, Marsilio lancia un allarme per il villaggio che è stato realizzato nel Comune di Comeglians: «l’urgenza di un intervento è ormai palese visto che il Comune di Comeglians ha proceduto con un’ordinanza, proprio a causa della mancata approvazione del regolamento d’attuazione, alla notifica della demolizione di una struttura sopraelevata che si trova nel suo territorio. Se l’amministrazione regionale continuerà a stare ferma, nel mese del prossimo luglio svanirà una parte degli investimenti fatti dal privato, un pessimo modo per supportare l’imprenditoria turistica montana».

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